Manifesto

27 settembre 2009 | Scritto da admin
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Quello che segue è il manifesto di base di Pro Fluvio Umbria, contiene le motivazioni iniziali per cui il comitato si forma ma, cosa essenziale, contiene i principi elencati in quattro punti, a cui si ispireranno tutte le azioni successive nella vita del comitato.

Pro Fluvio Umbria è pronto a dialogare con chiunque, istituzioni, enti, clubs, operatori economici, privati cittadini che condividano il concetto di una usufruizione del territorio, compatibile con la sostenibilità del territorio stesso, nella fattispecie l’ecosistema acquatico.

Il manifesto è anche disponibile in formato PDF da scaricare da questo link: Manifesto Comitato Pro Fluvio Umbria

“MANIFESTO DEL COMITATO PRO FLUVIO UMBRIA
Sulla Legge Regionale 15/2008, sulle attività sportive fluviali in Valnerina, e sulle regolamentazioni delle zone SIC (Siti di Interesse Comunitario) in essa individuate, negli ultimi mesi, ad opera di alcune delle organizzazioni commerciali di rafting, sono state scritte e diffuse molte inesattezze attraverso una vera e propria campagna di disinformazione, con la quale è stato attaccato in maniera strumentale il mondo della pesca sportiva e in particolar modo quello della pesca a mosca che pratica il catch & release (ovvero il rilascio immediato del pesce).
Senza voler alimentare ulteriormente la polemica, appare comunque giusto, oltre che doveroso, chiarire i motivi per i quali è stata scatenata, da parte dei citati soggetti, questa campagna diffamatoria finalizzata a minare la pesca sostenibile con le esche artificiali in Valnerina, in quanto facente parte di una precisa strategia che avrebbe rimosso gli ostacoli per un uso arbitrario sul fiume, ovvero il tentativo di delegittimare e screditare Legambiente Umbria (soggetto gestore delle ZRS del fiume Nera a cui era affidata la vigilanza ambientale) e le altre associazioni ad essa relazionate da oltre 15 anni sul fronte comune e condiviso della gestione degli ecosistemi fluviali, considerando la loro politica e attività svolte in difesa del territorio.
L’interesse era quello di indebolire questa sinergia associativa quale maggior sostenitore della nuova legge regionale sulla pesca e salvaguardia degli ambienti acquatici n. 15/2008 e correlati provvedimenti regionali ratificati in difesa degli ecosistemi.
Così come gli operatori, della pesca a mosca che sono stati ritenuti colpevoli di difendere e sostenere l’operato dell’associazionismo alieutico-ambientalista non avendo accettato l’idea di parcellizzare l’ambiente acquatico per uso specifico, principio di convenienza alla base delle innumerevoli proposte compromissorie di spartizione e sistemi d’uso dei fiumi avanzate dagli stessi soggetti del settore rafting.
In sostanza, questi centri rafting (alcuni, non tutti, la maggioranza sono rispettosi delle leggi), vorrebbero navigare dove non si può, in momenti a loro più comodi, alzando ed abbassando le acque a loro uso e consumo, indipendentemente dalle leggi, regolamenti vigenti ed ecosistema.
Ma fermarsi all’evidenza di quelle che sono le finalità e gli obiettivi privatistici sui fiumi di chi ha alimentato questa campagna distruttiva, appare, allo stato attuale, sterile e privo di sbocchi per una situazione nella quale il decisore politico non ha saputo, sino ad oggi, dare risposte determinate ma, al contrario, si è lasciato influenzare dal vortice della strumentalizzazione, generando molte difficoltà di relazioni con una destabilizzazione acuita sul fronte dei rapporti e delle possibilità di confronto.
Sta di fatto che, al momento, lo scenario appare a nostro avviso molto chiaro e vede contrapposti il mondo della pesca sportiva e il settore della nautica fluviale: il primo vuole il fiume regolamentato e tutelato in osservanza delle leggi regionali, nazionali e comunitarie vigenti e in adozione di tutte quelle misure e interventi atti alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ambientale.
L’altro pretenderebbe il riconoscimento e la facoltà d’uso esclusivo dell’ambiente acquatico, in forza dell’interesse economico privato, con un atteggiamento pretenzioso auspicando addirittura una forma d’esercizio non regolamentata, sebbene non tutti gli ambienti acquatici della Valnerina siano, per condizioni idrauliche e ambientali, idonei alla navigazione.
Questa polemica, nella quale il mondo della pesca si ritrova coinvolto suo malgrado, oltre ad essere sfociata in una accesa diatriba mediatica su stampa, siti internet e in volantinaggi in loco contro pescatori a mosca, operatori di settore e gestioni no-kill, ha prodotto però anche un effetto positivo, facendo nascere un confronto serio e costruttivo su quello che potrà e dovrà essere il futuro dei fiumi.
Un confronto che non può limitarsi a diatribe fra pesca e rafting, ma deve riguardare anche tutti quegli gli aspetti contraddittori sino ad oggi esistiti nella gestione provinciale della risorsa acqua e negli indirizzi politici che l’hanno guidata.
Ci si riferisce, questo proposito, ai rilasci di pesce pronto pesca, agli impatti degli allevamenti di troticoltura, alla garanzia dei deflussi minimi vitali, agli scarichi, agli attingimenti sconsiderati e alla vigilanza su quanto altro attiene alle attività umane sul fiume.
In un momento in cui la vicenda rafting mette, strumentalmente, a serio rischio l’intera azione di tutela degli ambienti acquatici della Valnerina e l’ignavia e l’incertezza degli organi competenti comportano persino uno status di non governo che palesemente porta alla inosservanza delle leggi vigenti, è forte la consapevolezza che i tempi possano essere maturi per affrontare finalmente con serietà tutti gli annosi temi legati alle attività umane sul fiume.
Per questo motivo dall’ambiente della pesca, primordiale fruitore del fiume, ma anche e soprattutto avamposto naturalista del settore tutto, è scaturita la necessità impellente di costituire il Comitato Pro Fluvio Umbria.
Il Comitato, che nasce in difesa e per la diffusione di una pesca praticata con tecniche e modalità sostenibili per l’ecosistema acquatico, vuole anche essere una forza collettiva attenta a tutte le problematiche ambientali fluviali e a quei fattori di rischio attribuibili alle attività umane che nella loro diffusione e sviluppo potrebbero produrre un eccessivo impatto sull’ambiente naturale, contravvenendo al fondamentale principio di sostenibilità.
In questo senso e con questo convincimento le finalità che il Comitato Pro Fluvio Umbria si è dato sono :
1) Portare avanti la salvaguardia e la valorizzazione della risorsa “acqua” attraverso la condivisione di una fruizione eco-compatibile del fiume anche con altri soggetti, ma mai in danno dell’ambiente o al di fuori di leggi e regolamenti;
2) Favorire la preservazione delle popolazioni faunistiche e degli habitat naturali e dell’intera biocenosi acquatica, in particolare nelle zone di interesse speciali (SIC e ZPS), attraverso l’individuazione di forme, mezzi e tecniche che abbiano, con lo specifico ecosistema acquatico, una sostenibilità comprovata da sperimentazioni di riferimento o da studi scientifici di settore;
3) Creare un interlocutore evoluto non solo per istituzioni e mondo politico, ma anche per l’associazionismo sportivo e il mondo ambientalista per concertare ipotesi di gestione finalizzate non solo alla salvaguardia, ma anche allo sviluppo economico attraverso l’indotto turistico per i territori interessati.
4) Promuovere la diffusione e sensibilizzazione del principio d’uso sostenibile e compatibile del patrimonio naturale attraverso percorsi e iniziative mirate di educazione ambientale, in particolare per quanto concerne la pesca sportiva.
I sottoscrittori, consapevoli che non potrà esserci un futuro per le acque senza che prevalga per esse un principio di fruizione equo e compatibile, ritengono anche doveroso rendere il giusto tributo all’esemplare lavoro che Legambiente Umbria e la Provincia di Perugia hanno svolto dal 1994 ad oggi, concretizzando un progetto ambizioso con la gestione di 11 chilometri di fiume, attraverso un modello di gestione all’interno del quale le attività umane sono state adattate e modellate, progressivamente nel tempo, alle caratterizzazioni naturali dell’ecosistema acquatico.
Un lavoro costante, improntato alla rinaturalizzazione e valorizzazione di un tratto del fiume Nera, attraverso un sistema di gestione rigoroso, che ha individuato nella pesca con esche artificiali, praticata secondo certi criteri, le tecniche più idonee da praticare per il raggiungimento degli obiettivi di riqualificazione prefissati, introducendo regole, modalità e comportamenti suggeriti dal costante monitoraggio e dagli studi effettuati in collaborazione con il Dipartimento di Ecologia e Biologia dell’Università di Perugia.
Il risultato è un modello di gestione acque efficace, imitato e spendibile per il futuro.
Il Comitato Profluvio Umbria, intenzionato a ripartire da ciò che di buono è stato fatto sul nostro territorio, soprattutto quando l’esempio è unanimemente riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale, perseguirà con impegno e con ogni mezzo quell’ambizioso e ormai improcrastinabile obiettivo che è la salvaguardia dei fiumi attraverso la fruizione sostenibile degli ambienti acquatici. “
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